Le maschere di Carnevale sono una fortissima componente della tradizione arcaica sarda. Il Carnevale in Sardegna ha sicuramente origini pre-cristiane e contiene tutt’oggi evidenti componenti di riti pagani, nonostante i tentativi della chiesa di ridurlo a semplice mascherata o festa, precedente i riti della Quaresima.

Recenti teorie ritrovano le origini del Carnevale sardo nei riti greci al dio Dionisio, dio della vegetazione, della linfa che scorre nelle piante, linfa che si ritrae nei mesi invernali e che riprende a scorrere fluida nei mesi estivi. Successivamente rappresentò anche la componente più istintiva, più naturale e violenta dell’essere umano. I riti a Dionisio servivano a festeggiare la fine dell’inverno e a ingraziarsi la terra e richiamare l’acqua nei periodi di siccità. Le feste erano cruente, vi si celebravano sacrifici e orge, gli uomini si mascheravano con teste animalesche caprine, si danzava in maniera convulsa e si beveva vino. In Sardegna la maschera più nota del carnevale, il Mamuthones, richiama sia nel nome, che potrebbe derivare da Maimones, il pazzo, il furioso, sia nell’apparenza (testa ricoperta da una maschera animalesca, corpo vestito di pelli animali e campanacci) sia nelle danze, i folli che veneravano il Dio Dionisio fino alla morte, ballando come invasati e bevendo vino per passare allo stato divino. A partire dal ‘700 la Chiesa cerco di proibire questi riti, vietando le maschere e le celebrazioni più violente, senza tuttavia estirpare completamente la simbologia di questi riti, che è giunta fino ai nostri tempi.

 

Mamuthones e Issohadores

Origine: Mamoiada (Nuoro)

Significato: l’origine di questa maschera è ancora misteriosa. Secondo alcuni i Memuthones rappresenterebbero i mori vinti dai sardi mentre gli Issohadores i sardi vincitori. Altra teoria più convincente invece fa riferimento ai riti precristiani per Dionisio. I Memuthones sarebbero i folli che danzano ritmicamente per raggiungere lo stato divino attraverso il sacrificio.

 

Boes e Merdules

Origine: Ottana (Nuoro)

Significato: anche per queste maschere il significato non è certo. Oltre ai richiami ai riti pagani per Dionisio, qui si ritrova anche il “culto del bove”. Il Dio Toro che rappresentava la forza, la vitalità e la fertilità era venerato con riti che servivano a proteggersi contro gli spiriti maligni e a invocare le fertilità degli armenti. La maschera di Su Merdule (in alto a sinistra) serviva a ricordare all’uomo di non trascendere in questi riti animaleschi, mantenendo la sua identità umana e non bestiale.

 

Sos Thurpos

Origine: Orotelli (Nuoro)

Significato: questa maschera sarebbe da inquadrare nei riti di propiziazione del raccolto e per la fertilità della terra. La scena mima il lavoro dell’uomo che porta le bestie ad arare i campi ma con un tono sarcastico che sarebbe da ricondurre alla lotta tra i contadini e i proprietari dei pascoli. Sembra infatti che nelle settimane di gennaio, nel paese di Orotelli, i contadini potessero permettersi di prendere in giro i proprietari terrieri con queste pantomime, obbligandoli poi a offrire da bere.

 

S’Urthu

Origine: Fonni (Nuoro)

Significato: la maschera del carnevale di Fonni è ancor più avvolta dal mistero delle altre. Le origini sono sconosciute. Alcuni ritengono che esso rappresenti il dio Orco, dio delle tenebre e dei morti, presente in alcuni siti archeologici della Sardegna.

 

Su Componidori

Origine: Oristano

Significato: è la maschera principale del Carnevale di Oristano, la Sartiglia, una giostra a cavallo. L’origine della maschera, anch’essa poco chiara, sarebbe da ricondursi, nella sua forma originaria, al culto di Dionisio, in una delle tante rappresentazioni. Il nome Sartiglia venne dato dagli Spagnoli che trasformarono il rito iniziale in un gara ad anello a cavallo.

 

... to be continued ...

 

fonte: Maschere e Carnevale in Sardegna, Franco Stefano Ruiu.

 

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