La Sardegna è un continente anche per la sua biodiversità. Il solo carattere comune a tutta l’isola, dal punto di vista paesaggistico, floristico e faunistico, è proprio la sua diversità. Vi presentiamo sinteticamente la biodiversità della Sardegna divisa per ambienti e, poiché niente è più evocativo delle immagini, abbiamo deciso di presentarvi la fauna della Sardegna attraverso una selezione di presentazioni su specie o gruppi di specie.

Gran parte del materiale deriva dalla straordinaria libreria digitale ufficiale della Sardegna, che vi consigliamo di consultare www.sardegnadigitallibrary.it

 

Spiaggia e dune

Lungo le spiagge e sulle dune, a causa delle difficili condizioni di vita (vento, salinità, irradianza, instabilità del terreno) la vegetazione è rada e discontinua. Si osservano specie quali: il papavero cornuto, il giglio di mare, il finocchio marino. Nell’ambiente retro dunale si osservano ginepri, lentischi, erica, rosmarino, cisti e ginestre.

Curiosità. Nel papavero cornuto molte parti della pianta sono velenose ma i semi venivano usati per produrre olio per lucerne o sapone. Il finocchio marino veniva colto dai marinai e consumato come verdura durante la navigazione; ancora oggi in Sardegna si preparano le foglio sottaceto per uso alimentare. Il legno di ginepro veniva utilizzato per costruire imbarcazioni e solai per la sua resistenza, mentre dalla macerazione delle bacche si ottenevano liquori da tavolo o medicinali. Il lentisco produce dei fiori rossi in estate e neri in inverno che venivano usati per produrre olio per le lucerne o, nelle famiglie più povere, come sostituto dell’olio di oliva. Dalle varie parti della pianta d’erica si ottenevano scope (dai rami), carbone per i fabbri (legno), miele (dai fiori). Il rosmarino era ed è tuttora usato come condimento, per le sue azioni aromatizzanti, tonificanti e dermopurificanti. Il legno di cisto veniva usato per accendere il fuoco. I fiori della ginestra venivano impiegati per estrarre un coloro giallo intenso con il quale si tingevano i tessuti.

Che animali vivono in questi ambienti? (PDF La fauna di spiaggia)

 

Falesie rocciose

Sulle falesie, a causa del vento, dell’elevata salinità e del ridotto spessore del terreno, si osservano specie tipiche delle zone aride rocciose, la cosiddetta vegetazione a gariga, bassa, con forma a cuscino e spinosa. Tipiche di questo ambiente sono: l’elicriso,l’astragalo e il fiordaliso spinoso.

Curiosità. L’elicriso veniva utilizzato come aromatizzante nel cibo, per la cura delle infiammazioni delle vie respiratorie, come antinevralgico e anche come pianta secca ornamentale. L’astragalo trattato veniva impiegato contro le infiammazioni, le infezioni e le influenze.

Che animali vivono in questi ambienti? (PDF La Fauna delle Falesie Rocciose)

 

Zone Umide

In questo ambiente si distingue una fascia a elevata salinità, più vicina al mare, popolata da salicornia, limonium e erba franca; una fascia a media salinità, popolata da giunchi e tamerici; una fascia a bassissima salinità, in prossimità degli immissari, popolata da cannucce e carice.

Che animali vivono in questi ambienti? (PDF Zone Umide)

 

Macchia mediterranea

La macchia mediterranea è un complesso vegetazionale di tipo arbustivo o arborescente, diffusa prevalentemente nelle zone calde e aride. Può avere una composizione molto variabile ma generalmente si distingue la macchia alta con arbusti di altezza non superiore ai 4 m. (macchia a leccio, macchia a ginepro, macchia a corbezzolo, macchia a lentisco, macchia ad alloro) e la macchia bassa costituita da forma arbustive di circa 2 m di altezza (macchia a euforbia, macchia a cisto, macchia a ginestra, macchia a oleandro, gariga).

Curiosità. Il corbezzolo è un arbusto dal vario utilizzo: il legno veniva impiegato per la lavorazione al tornio; con i frutti si producevano marmellate; dai fiori si otteneva il miele di corbezzolo amaro, dalle proprietà antisettiche, usato nella cura delle bronchiti. L’alloro è una pianta largamente utilizzata in Sardegna: nella cucina per aromatizzare, nella medicina popolare contro la “malattia dello spavento” e per curare dolori e tumefazioni. Il mirto ha anch’esso svariati usi: il legno viene impiegato per lavori d’intarsio, dai frutti si ottengono liquori, mentre le foglie venivano impiegate per la concia delle pelli. La lavanda, tipica della macchia a gariga, veniva utilizzata come cicatrizzante e contro il morso degli insetti (pestata fresca in olio di oliva), veniva posta negli ovili per proteggere gli animali dal malocchio; oggi viene usata sopratutto per la produzione del miele. Il timo veniva utilizzato sia in cucina che per le sue proprietà digestive, espettoranti e antisettiche.

Che animali vivono in questi ambienti? (PDF Macchia)

 

Foreste e boschi

Le foreste e i boschi attualmente presenti in Sardegna sono il residuo di una passata copertura vegetazionale che è stata ampiamente sfruttata dall’uomo, fino agli anni 70. La foresta più caratteristica è quella a leccio, monospecifica se matura e chiusa, accompagnata da altre specie, quali il ginepro, il lentisco, il corbezzolo, se invece è meno chiusa e lascia passare le radiazioni solari. Il leccio è un legno che veniva, e viene utilizzato tutt’oggi, come legna da ardere. Nelle zone più fredde e umide, al leccio si associa la roverella, pianta considerata sacra dai protosardi, oggi apprezzata sia per il legno, impiegato nelle costruzioni, che per le ghiande, usate nell’allevamento brado del maiale. Nelle foreste a leccio possono inserirsi anche i castagni.

Un’altra foresta caratteristica della Sardegna è la sughereta, di origine sia spontanea che antropica. Essa è stata preservata perchè consente la crescita di erbe adatte al pascolo e per l’estrazione del sughero, operazione delicata che viene effettuata sulla piante di almeno 15-20 anni, ogni 9-12 anni. Infine in Sardegna è possibile osservare pinete, di origine quasi esclusivamente antropica. Varie specie di pino sono infatti state utilizzate per la protezione del suolo dai rischi di dissesto ecologico, sopratutto per la loro velocità di accrescimento. In passato dal legno di pino si estraeva una sostanza per colorare le reti da pesca.

Che animali vivono in questi ambienti? (PDF Foreste)

 

L'impresa è stata agevolata grazie all’avviso "promuovidea finanziamento nuova impresa" realizzato con il contributo del POR FSE 2007/2013 - Regione Sardegna - Asse II Occupabilità linee di attività e.1.2 ed e.3.1.

 

 

        

 

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